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Volando

agosto 31, 2022

Ventisei anni fa alla fine di agosto partii per Santa Barbara. avevo trentasei anni. ero ricercatrice al politecnico di Torino. Presi un volo per Parigi e poi per Los Angeles e poi uno piccolo per Santa Barbara . Avevo una valigia Samsonite verde di quelle rigide.

Il ticket era cartaceo e l’avevo acquistato alla agenzia di viaggio.

I libri erano cartacei e mi ricordo che Andrea ( Garulli) mi suggerì un tomo di dostoieski che durasse .. e che non credo di aver mai letto.

Era la mia prima vera esperienza .. ero già stata in America o all Estero ma non per un mese e mezzo,

Il visto j1 cartaceo pure quello.

Avevo un cellulare tacs ma ancora non erano comuni in America e i tacs non funzionavano sui cellulari in Italia eravamo più avanti.. allora

Arrivata a Santa Barbara dopo un lunghissimo viaggio la prima notte dormii in albergo a Goleta e la mattina i dahleh vennero a prendermi e mi accompagnarono all appartamento di isla vista dove avevo affittato una camera in fortuna road

Tutto non sarebbe stato più lo stesso.

Io non sarei stata più la stessa.

Abitavo al Bargino vicino San casciano avevo poi un appartamento a Torino in via oropa e ora questa camera in fortuna road.. piena di candele e angeli.

Per muovermi comprai una bici. Una di quelle bici nere coi freni a pedale quelle che andavano sulla luna insieme ad ET

Un giorno arrivai fino in città downtown attraverso la bike lane che lascia il campus .. ero allenata . A casa avevo una bella mtb bianchi e con Renato pedalavano sulle colline del Chianti

Vicino al campus ci era una caffetteria e la mattina prima di andare a lavorare mi fermavo a prendere un espresso doppio spesso in compagnia. Non esistevano Starbucks o catene o globalizzazione ..

Downtown ci era una bellissimo enorme negozio di libri a tre piani in cui mi immergevo tra libri di fantascienza di Philip dick e libri dì John fante .. il dostoieski era rimasto nella valigia verde

Vendeva a un piano anche dischi e libri per ragazzi .. qusnti Clifford ho preso per Greta.

Anni dopo ha chiuso come tutto quello che aveva a che fare con la carta e i cd ..

Di quel periodo californiano tra l’altro mi ricordo un viaggio da sola a San Francisco guidando una macchina a noleggio lungo la costa .. mi ricordo una sosta al Madonna inn di San Luis Obispo e una invece a Carmel

San Francisco mi piacque molto era freddo più freddo di Santa Barbara e a metà settembre e mi comprai un paio di calzini blu e una maglia e dei Levi’s

Sono stata da allora così tante volte a Santa Barbara anche due anni sabbatici nel 1999 e nel 2006 che i ricordi di quella giovane donna si confondono ..

Ma stamani in aeroporto L ho vista passare col suo maglione blu e i jeans e lo zaino Invicta

Si guardava in giro un po’ preoccupata coi suoi riccioli neri e guardava al futuro al suo futuro fatto di aerei tanti tanti aerei fatto di tanta America e tanta Sicilia.. fatto di me

Quella donna anziana che vola verso l’ennesima conferenza coi suoi capelli grigi uno zaino blu e un iPhone in mano …

Home

agosto 12, 2022

Ognuno ha la sua casa del cuore

E non sono i ricordi ad affollarla

E non sono gli odori i suoni i colori

La roccia

Il blu

Lo scoglio

Le navi che passano all’orizzonte

I pini il lentisco la tamerice

La risacca

L’odore delle alghe misto al sale sulla pelle

La zeta sul monte

E’ il cuore che batte

Lo sguardo che cerca e vede

Estati che si susseguono

Nell’oggi

Richiami lontani

Infinitamente presenti

Matrioske

luglio 26, 2022

Guardando delle foto al mare di me a 34 anni e me a 62 anni mi sono vista come una matrioska in cui gli strati si sono avviluppati uno sull’altro.. la bambina che spunta la piccola bambolina é sempre li dentro magra e giovane e ed e’ ricoperta dalla varie laure che la vita gli ha costruito intorno.

Una dentro l’altro.

la Laura che a 36 anni andava a Santa barbara e.. quella che a 51 anni andava a Milano, o quella che a 21 andava a Lourdes e a Montepaldi, o quella che a 55 andava Boston.. La Laura Palermitana o quella Modenese, la Laura Norvegese o quella torinese.

La Laura della madrepora e quella dell elba o quella del lido

La Laura del GGU o quella di ABF

La Laura della Croce Rossa o quella del’Hospitalitè

Strati su strati matriosche su matriosche…

e quella piccola testolina che spunta piccola bambina magra che mi parla dentro e piange e dice …il guancialino Ho lasciato il guancialino… e abbraccia il bembo..?

Le matrioske che si compongono di viaggi, incontri, anni, pianti, sorrisi, amici, nemici e infine

la matrioskona che sono ora bella pasciuta ricolma di esperienza, saggezza e vita vissuta

Il muretto

luglio 11, 2022

Su quel muretto che guardava le viti gli olivi siamo cresciuti nati e ci siamo formati

Li abbiamo pianto riso guardato i film trascorso estati e ultimi dell’anno dal 10 luglio 1977 in poi

La casa piccola scomoda con una scala assurda una camera della ragazze e una dei ragazzi e un giardino sul dietro canonica della chiesetta nella campagna di San casciano

Li insieme siamo cresciuti ognuno col proprio percorso le proprie vittorie e sconfitte

Oggi siamo tornati abbiamo ringraziato di esserci ancora e di quello che insieme abbiamo capito e percorso e avuto e perduto

Oggi abbiamo riso senza nostalgia senza rimpianto senza pompa

Con la semplicità di un tempo di quei ragazzi bambini .. chi saliva su con un vespino 50 o un ciao blu chi aveva quattordici anni chi poco più i grandi appena venti ..

chi mille e mille di più Che con pazienza ridevano e giocavano con noi

L’idea era lo stare insieme servire vivere con spirito comunitario un capodanno o una parte dell’estate l’idea era molto di più

Era fondarci scavare nel profondo delle solide basi di partecipazione e allegria con cui affrontare cosa la vita ci avrebbe poi donato

Questo oggi abbiamo ritrovato insieme

Abbiamo riscritto e rivisto negli occhi degli altri quel romanzo di formazione .. quella palestra di vita che e’ stata montepaldi e talente

La nostra gioventù

Il muretto da cui osservare il mondo e ritrovare quello Che eravamo e che siamo

Il tramonto ci ha avvolto nel suo splendore prendendoci dalle nostre albe e riportandoci all’oggi

Calls from paradise

luglio 10, 2022

Ieri ho avuto due chiamate .. una da una barca a Portoferraio e una da una barca a cavoli.. due amici che essendo all Elba mi hanno chiamato per sapere se ero in zona..

Pensi elba e pensi laura.. ma quest’anno per un gioco di divisioni e decisioni non prese l’Elba non mi ha ancora visto..

Poi da quando mamma non ci è’ più forse sono anche io meno attaccata . Forse dico solo .. forse..

Sogno che si arrivi a una conclusione da tempo

Il tempo scorre inesorabile e il mio compleanno si avvicina e siamo sempre allo stesso punto dell’anno scorso

Elba .. sono 62 anni che mi accogli.. mi accompagni .. mi coccoli .. mi culli..

Volando

giugno 13, 2022

Dopo molto molto tempo

Torno a volare

Fuori dall’italia

Anni passati a volare sognare aspettare di volare

E volare su e giu per l’italia

Ora ..

La pandemia mi ha cambiata

Una volta dissi che una delle cose che odiavo di piu’ erano quelli che viaggiano in tuta

E.. oggi ho i pantaloni da yoga e le sneakers

Mentre ero all’aeroporto mi ha chiamato wisam

Come se .. non bastasse che il mio pensiero fluttuasse

Tra i mille e mille voli

Back and forth

Gli addii i saluti i baci gli abbracci le attese

Vedo nuvole dal finestrino

E..

Laura is back

Laura the traveller

Laura and her big luggage full of not useful things

Laura listening to old music

Laura writing thoughts

Strati su strati

Maggio 12, 2022

Di questo siamo fatti di strati su strati di memorie, momenti, incontri, sensazioni, luoghi, profumi..Cammino e ogni angolo, pezzettino, scorcio di me nel passato arriva, mi coglie, mi stende.

Persone che camminano con me, che mi hanno accompagnato, che non ci sono più perché andate altrove o molto altrove, che prendono con me un gelato o un panino con le panelle, che entrano nell’Oviesse, o bevono un caffé ai tavolini del bar davanti al Teatro Massimo.

Siamo fatti di questo, incontri, conoscenti, amici che si sovrappongono e si incastrano in un continuum temporale senza fine.

Palermo e la Sicilia, è il mio mal d’Africa, me ne sono innamorata piano piano dopo averla odiata inizialmente ed aver lottato per vent’anni per scapparne.. e come un innamorato che hai lasciato mi è rimasta nel cuore.

Mi chiedono tutti che sono venuta a fare, a trovare me, a ritrovare la me che passeggiava nel viale delle scienze o davanti la cattedrale, ad aprire lo scrigno, a mangiare la setteveli di memorie che sono io.

Io sono anche questo una setteveli di memorie.

In Viaggio

aprile 28, 2022

Ci sono momenti indelebili che rimangono impressi nella memoria senza un vero motivo senza una data una ricorrenza un niente appeso per me fu una gita a Venezia una giacca blu un albergo oltre il ponte dell’accademia una piazzetta con Francesca e Lorenzo . Se chiudo gli occhi sismo li a camminare tra le calli nell’autunno veneziano e sento gli odori vedo i colori avevo forse diciassette anni non era la mia prima volta a Venezia non ero con il mio innamorato in un weekend romantico ero con dei compagni di classe del liceo ma quei pochi giorni sono vividi anche ora dopo quarantacinque anni. Una sensazione di libertà maturità e consapevolezza si associa a quelle passeggiate. Quella gita non è’ legata a un nuovo amore non è’ legata a una esperienza particolare e’ legata solo al senso di viaggio con amici cari che se rivedo ora dopo tutti questi anni sono ugualmente cari. Mi ricordo la bruma del mattino la nebbia della sera l’umidità autunnale. Mi ricordo noi grandi e piccoli allo stesso tempo. E come in un salto nel tempo mi sembra di esserci andata ieri non mille anni fa. Non era neppure la prima uscita da soli non successe niente di particolare da segnare sul diario non ho neppure foto di quella gita ma e’ li vivida e unica come solo la memoria sa decidere di mantenere. Mi ricordo la sensazione di casa era come se dentro di me sapessi che ero a casa che in una vita precedente ero stata veneziana. Non ci sono più tornata a Venezia per molti anni a venire dal 77 ci sono tornata solo negli anni novanta forse per paura di spazzare via quel ricordo quella sensazione di piccola e grande allo stesso tempo quel dejavu unico. E ancora oggi negli anni venti quella ragazza che cammina nelle calli con Lorenzo e Francesca mi chiama e mi colma di gioia.

distopic past&future

marzo 28, 2022

Se dal 2422 volessi tornare indietro a cambiare il futuro dell’umanità farei due cose una nel 2019 e una nel 2022….Prima andrei a Wuhan nel 2019, indagherei sul laboratorio che studiava i virus e cercherei di fermare la fuoriuscita, se questa e’ la vera origine, del Covid da tale laboratorio.. poi tornerei nel futuro per tornare a quel singolo evento che ha fatto scatenare la guerra.. di Ucraina, ma quale potrebbe essere la soluzione, prendere un virus letale dal laboratorio di Wuhan e infettare Putin in una delle sue uscite pubbliche, infettare Zelensky, infettare Biden? Ma senza il Covid, non avremmo avuto tutti i morti nel mondo e l’Europa sarebbe stata meno unita nell’affrontare la guerra di Ucraina, senza il Covid, forse la corsa al riarmo iniziata con la guerra si sarebbe potuta fermare ma allo stesso tempo forse anche la corsa ad una energia più pulita? Cambiare il passato come in tutti i film di Time Traveling ha conseguenze catastrofiche sul presente… Evitare le guerre, Evitare le morti, e’ questo che tornando indietro nel tempo si dovrebbe fare? Cosa potrà mai venire da questa guerra o dal Covid. Si sperava che dal Covid fosse venuta una consapevolezza che il mondo è uno che non ci sono frontiere e siamo tutti uguali e impotenti di fronte a una pandemia.. ma invece di ottenere un mondo più pacifico e consapevole l’effetto e’ stato un mondo in guerra nuove armi carestia fame più povertà…Nel futuro l’umanità sarà estinta? forse si e se lo e’ meritato…

Ritorni

febbraio 20, 2022

Quando mia madre lasciava una casa non ci voleva più tornare nemmeno passare da quella strada da quella pineta da quel paese. Lei diceva che quando si chiude bisogna chiudere davvero. Io invece ci sono tornata in quella pineta una volta alla ricerca della Laura bambina. Era un giorno triste in cui mi mancava una persona ed ero andata nel posto che mi mancava di più. Anche se non ci torno nei posti sono loro che tornano a me, tutte le notti sono alla madrepora o in via del franciabigio, su. Luoghi lasciati nel 1976 L’uno e nel 1984 l’altro. E cerco nei sogni quel calore familiare al tavolo di cucina. Mio padre seduto a capotavola, mia madre che cucina e parole.. fiumi di parole. Sto però diventando come mia madre e non mi va più di passare da via maragliano .. sogno traslochi e piatti buttati. Sogno vestiti regalati. La vita va avanti e io mi sento morta. E’ morto tanto dentro di me. Quando tornavo a Santa Barbara mi piaceva passeggiare nei luoghi felici, tornare mi faceva bene. Mi ricucivo coi ricordi e i luoghi.